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Paese

Dati Generali
Il paese di Ollolai
Si trova in provincia di Nuoro, nella parte della Barbagia denominata , appunto, Barbagia di Ollolai. Sorge al centro della Sardegna, ed è curioso nelle giornate di buona visibilità salire sul Monte S’ Ascusorgiu per vedere il mare: ad occidente il Golfo di Oristano e ad oriente il Golfo di Orosei. Il paese, che ha poco meno di 1600 abitanti, è circondato da una natura aspra e selvaggia, una delle più suggestive dell’isola. Le sue origini sono antichissime e le sua storia documentata si arricchisce di elementi di cui non si ha prova ma che le conferiscono un fascino particolare. La tradizione sostiene infatti, che Ollolai, nel periodo che risale al regno dell’Imperatore Giustiniano, fosse il capoluogo di un ipotetico Regno Barbaricino guidato da Ospitone. Dell’esistenza di tale regno non si ha notizia, ma è certo che il Papa Gregorio Magno nel 594 d.C. inviò una lettera ad Ospitone, che pare si fosse già convertito al cristianesimo, così come le popolazioni delle pianure, per chiedergli di intervenire presso la popolazione barbaricina ancora pagana. Con tale lettera, di grande importanza storica, il Papa si rivolgeva ad Ospitone con l’appellativo di “dux barbaricinorum? e che suggerisce, quindi, che il ruolo di Ospitone fosse realmente di grande importanza. In seguito, Ollolai, conservò il suo prestigio e anche nel Medioevo ebbe una certa rilevanza da un punto di vista amministrativo. Oggi, il paese risente, come molti paesi dell’interno, di un certo isolamento che l’amministrazione cerca di combattere scommettendo sulla comunicazione. Gli abitanti di Ollolai, infatti, già dal 2003, possono accedere, gratuitamente, alla rete internet via etere tramite un sistema wi – fi di cui si è fatto carico l’amministrazione comunale. Questo consente al nome di Ollolai di essere presente in tutto il mondo.
Il territorio di Ollolai
Altitudine: 279/1127 m
Superficie: 27,34 Kmq
Popolazione: 1579
Maschi: 755 - Femmine: 824
Numero di famiglie: 627
Densità di abitanti: 57,75 per Kmq
Farmacia: via Rio Mannu, 22 - tel. 0784 51063
Guardia medica: Gavoi - tel. 0784 53145
Carabinieri: via Mazzini, 41 - tel. 0784 51022

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Storia

OLLOLAI, villaggio della Sardegna, compreso nella provincia e prefettura di Nuoro e nel mandamento di Gavoi, era già contenuto nella Barbagia Ollolai, uno de’ dipartimenti del regno d’Arborea.

Le sue indicazioni geografiche sono nella latitudine 40° 9' 30" e nella longitudine orientale dal meridiano di Cagliari 0° 4'.

È posto nella pendice ad oriente della montagna del suo nome dove è pure Olzai a circa due miglia d’intervallo, e Gavoi a mezza tanta distanza.

Protetto dal ponente e dal libeccio resta sotto l’influenza libera de’ venti boreali; ma poco patisce dagli altri per il riparo che fanno alcune eminenze.

Le stagioni più sentite sono l’inverno, che è assai lungo, e la estate. Il freddo è talvolta ben intenso e non lo è meno il caldo; la neve comincia soventi a cadere nell’ottobre, in qualche anno non cessa neanco all’aprile, e il suolo resta ingombro non di rado tre o quattro mesi, e allora il gelo si inspessisce di molto.

Nel tempo della primavera e dell’autunno le pioggie non sono molto frequenti, nell’estate non rare le tempeste, che sogliono cagionare gravissimi danni a’ fruttiferi ed a’ seminati; a’ quali pure nuoce la nebbia fredda e la calda, che essi distinguono, facendo che i grani non acquistino lo sviluppo, che soglion ottenere in miglior condizione.

Questo paese, ora piccolo e povero, era in altri tempi grande e potente, e capoluogo della regione che ancora dicesi Barbagia di Ollolai. Constava in quell’epoca di sette rioni o vicinati, come qui si appellano le frazioni di un comune, e si nominavano uno Trighingiu, luogo distante dall’attuale abitato circa un miglio, verso austro, il secondo Maroniai, il terzo Su Donnighellu, il quarto Mirisone, il quinto Orrocoghina, lontani ora i medesimi di circa mezzo miglio, il sesto Su de pezzi, il settimo prossimo a quest’ultimo fece suo proprio il nome principale Ollolai, il quale vuolsi provenuto da Jolao, perchè una parte degli uomini della sua colonia, quando dovettero fuggire da’ luoghi campestri, che altrove indicammo nella gran valle australe nelle terre di Jolia o Dolia, in questo luogo montuoso, si stabilissero, siccome in sito dove poteano facilmente sostenere la loro libertà, e dove veramente la sostennero non ostanti gli sforzi frequentissimi de’ Cartaginesi e de’ Romani per domarli al loro giogo e liberare dalle vessazioni di questi barbari, come essi li chiamavano, i popoli sottomessi alla loro legge.

Ampio era il territorio di Ollolai, come si può intendere dalla grandezza suindicata del popolato, ora è assai ridotto per le parti che furono occupate da’ popoli vicini, quando cominciarono i suoi tempi infelici; ed è credibile che gli abitatori de’ suindicati vicinati andando a stabilirsi ne’ prossimi paesi continuassero ad esercitar loro diritto sopra alcuni salti, e che i loro posteri ne ritenessero il dominio. A ben computarla la superficie territoriale di Ollolai non sarà maggiore di miglia quadrate 15, quasi in figura d’un vestigio umano nella direzione di ponente libeccio, confinante nelle più lontane estremità, da una parte al salto di Mamojada, che appellano de su litu, dall’altra a quello di Goschini presso quel confluente del Tirso che è detto Taloro.

Le fonti sono frequenti, copiose e tutte lodate per purezza. Tra tante faremo menzione della principale fra le medesime, che è quella di cui servesi il popolo, ed è chiamata Guppunnio.

Formansi da queste molti ruscelli, i più de’ quali si riuniscono nel rivo, che ingrossato dalle acque di Sarule, di Orani e di Oniferi, si versa nel Tirso non lungi da Ottana.

I salti sono in molti e grandi tratti coperti da grandi vegetabili, tra’ quali dominano i ghiandiferi, l’elce, la quercia, il sovero; ma non sono in quella prosperità che è veduta in alcuni luoghi dove la barbarie de’ pastori non operò alcun guasto.

Il paese è alpestre, e rilevato qua e la in eminenze non facilmente accessibili: ma i ricoglitori dell’oricella superano tutte le difficoltà e per radere le roccie si arrampicano dove le capre non sanno andare. In tempi di persecuzione anche i banditi vi si ricoverano e restano sicuri.

Popolazione. Nel 1843 si numerarono famiglie 180 che comprendevano anime 956 distinte in maggiori, maschi 215 femmine 230, e minori, maschi 209, femmine 202, come è stato notato nell’articolo Nuoro provincia sotto la tabella della popolazione, (pag. 654) [vedi p. 57, N.d.R.].

Le medie del movimento si avverarono nascite 35, morti 22, matrimoni 6.

Le malattie più frequenti sono infiammazioni e febbri. Sempre che fu gran mortalità ne fu causa l’influenza del vajuolo, alla quale non si potè porre riparo assai presto, come si desiderava.

Non è raro che ne’ rigori invernali muoia alcun povero per freddo, e che si trovi gelato nel salto.

Il vitto principale degli uomini di Ollolai è il pane di orzo coi latticini: il pane di frumento e la carne usasi nelle case comode. Ora che la coltivazione delle patate è assai distesa i poveri non più patiscono di inedia, come spesso avveniva in altri tempi.

La professione più comune è di pastore, e dopo quella de’ coloni sono assai pochi gli altri che esercitino mestieri. Notammo già (luogo citato) i coloni 130, i pastori 160.

Le donne lavorano con molto studio nella tessitura per il bisogno delle famiglie in tele e panni, e per procacciarsi alcun lucro con la vendita di coperte e tappeti, e pezze di lana a vario disegno per bisaccie.

Esse ritraggono ancora notevole lucro da’ canestri che fabbricano e che i loro mariti o fratelli portano intorno ai prossimi e lontani dipartimenti.

La scuola primaria può numerare circa 15 fanciulli; le persone che sappian leggere e scrivere non sono per avventura più che 40 in tutto il paese.

Causa della diminuzione che patì Ollolai, che era una grossa borgata e potente, furono le frequenti e feroci fazioni, delle quali facemmo indicazione nell’articolo di Barbagia notando il fatale avvenimento del 1470 e 71, dopo il quale accadde un orrendo incendio, crebbe l’ira delle parti nemiche, e per le frequenti stragi si spopolarono i molti vicoli sunnominati.

Sul carattere morale degli ollolaiti si è già parlato altrove. Finalmente impareranno a rispettar sempre l’altrui diritto.

Agricoltura. Il terreno facilmente coltivabile con l’aratro è assai angusto, e soventi sparso di pietre; dee però dirsi che quest’incommodo sarebbe già superato da altra gente più industre.

Il monte di soccorso non ha alcun fondo in grano; lo ha bensì in orzo e in denaro. La dotazione in orzo era di starelli 200, in denaro di lir. 5. 300. Nella ricognizione fattasi d’uno ed altro nel 1841, il primo fu trovato di starelli 202. 2, il secondo di lir. 346. 14. 7.

La seminagione si può rappresentare ne’ seguenti numeri, starelli di grano 70, d’orzo 450, di legumi 95.

Il paragone di questo numero che ora è solito seminarsi con quello che notossi a dotazione del monte, indica che l’agricoltura è andata in aumento sebbene con progressi poco celeri.

Una parte di queste terre sono coltivate con la zappa, e in alcuni tratti si impinguano con le ceneri de’ vegetabili.

La produzione del grano può in circostanze favorevoli essere al settuplo, quella dell’orzo al 10, di legumi al 6.

La regione migliore e atta a’ cereali, perchè più temperata, è quella che dicono di Goschini prossima alle terre di Teti, Ovodda e Olzai.

Le vigne comprendono poco terreno, poco producono, e non sempre maturano il frutto: quindi il vino è di poca bontà e devesi comprarne dagli ogliastrini.

L’orticoltura non è negletta, se non che gli articoli sono pochi e i più comuni i fagiuoli, i cavoli e le patate principalmente, di cui sentesi la grande utilità. Si semina ancora del canape.

Le terre chiuse non comprendon forse l’ottava del territorio.

Pastorizia. I pascoli sono copiosi e di gran bontà; mancano però ad alcune specie nell’inverno e talvolta a tutte quando avvengano le forti nevate.

Nel bestiame manso si devono notare buoi 70, vacche mannalite 46, cavalli e cavalle 150, porci 250, giumenti 75.

Nel bestiame rude vacche 520, capre 3500, pecore 9200, porci 2400, cavalle 30. Nella tabella ortic. Nuoro occorse alcun errore.

Il formaggio è di molta bontà ne’ pascoli montani; quello che si fa dalle pecore nelle pianure e maremme è men pregiato, e va poco men che tutto per il fitto de’ pascoli.

L’agricoltura non è molto curata.

Religione. Questo popolo è compreso nella diocesi di Galtelli, ed è governato nello spirituale da un prete che si qualifica rettore con l’assistenza d’un altro sacerdote. Se avesse intera la decima de’ frutti della terra e della pastorizia il suo reddito sarebbe, come si può intendere, considerevole.

La chiesa parrocchiale è sotto l’invocazione dell’arcangelo s. Michele, piuttosto piccola e povera.

Essa resta col cemiterio ad una parte del comune, cinta da due rivoli di acque limpidissime.

Le chiese minori sono intitolate, una da s. Antonio di Padova ed è in mezzo all’abitato; l’altra da s. Susanna, che è propinqua alla parrocchia; la terza da

s. Pietro apostolo, che è lontana dal comune di circa mezzo miglio e riedificata da circa 54 anni; la quarta da santa Maria Maddalena distante un miglio, e posta sulle montagne; la quinta da s. Basilio.

Quest’ultima è stata ufficiata da’ Francescani finchè per il suaccennato avvenimento non fu abbandonata. È situata in una valle tra sette eminenze.

In altri tempi eranvi ne’ salti altre due chiese, una appellata da s. Vittoria, l’altra da s. Stefano.

Le feste principali sono per il titolare della parrocchia, per s. Bartolommeo, per s. Pietro e per s. Basilio. Concorrono per le medesime molte persone da’ paesi vicini, si fanno balli pubblici e si dà lo spettacolo della corsa: ma perchè i premi sono di pochissimo valore però non corrono nell’arringo che ronzini.

Quando Ollolai era in sua prosperità la festa per

s. Pietro era una delle più famose del regno, e dicesi che non si facesse in altra parte una corsa più brillante che qui; perchè concorrevano alla medesima i cavalli che avevan vanto in tutta l’isola e non eran mai men di cento.

L’arringo era da Badu de Madàlis insino alla chiesa, lungo tratto con poche salite e discese.

Nuraghi. In tutto il territorio di Ollolai se ne possono indicare soli quattro, de’ quali ora restano pochissime parti e questi erano i nomi: Loai, prossimo a’ limiti con Gavoi: Talaighe a quei di Mamojada e Gavoi: Logunnoro e Palai presso a’ salti d’Olzai.

Tradizioni

Feste e Tradizioni
Feste e Sagre a Ollolai
Febbraio: Carnevale
24 Giugno: San Giovanni Battista
29 Giugno: San Pietro
24 Agosto: San Bartolomeo - la festa, che comprende riti religiosi e manifestazioni folcloristiche, è organizzata dai ragazzi diciottenni del paese.
24 Agosto: Torneo S’Istrumpa - lotta corpo a corpo simile alla lotta greco romana, ma di origine antichissima. Il ritrovamento di alcuni bronzetti nuragici che riproducono due lottatori, testimoniano che questo tipo di lotta esisteva fin dai tempi nuragici. Dal 1995 S’Istrumpa è entrata a far parte della Federazione internazionale delle lotte Celtiche.
1 Settembre: San Basilio
Da Settembre: Cortes Apertas - È una manifestazione che si svolge a Ollolai e in alcuni centri vicini. Per alcuni giorni vengono aperti al pubblico i cortili delle vecchie case dove vengono esposti e offerti in degustazione il pane tradizionale, il formaggio Fiore Sardo, il prosciutto, il miele e i dolci tipici. L’atmosfera accogliente delle vecchie tradizioni viene, inoltre, enfatizzata dalla riproduzione di antichi mestieri ormai scomparsi.